Metodi per Cancellare Tatuaggi

by: luglio 15, 2013


Cancellare tatuaggi colloCancellare tatuaggi: perché?

Un sondaggio condotto nel gennaio del 2012 che circa 1 persona su 8 si pente dopo essersi tatuata e vorrebbe cancellare un tatuaggio.

Tra questi metodi possiamo esemplificare le motivazioni in:

  • Ero troppo giovane quando ho deciso di farmelo.
  • È permanente e mi ha segnato per la vita.
  • Mi crea problemi di lavoro e nelle relazioni sociali.
  • Non mi piace più.

In generale possiamo affermare che, semplicemente, i gusti e le motivazioni cambiano e si evolvono nel corso del tempo e una cosa che può piacere in adolescenza, può assumere connotazioni diverse man mano che si cresce con l’età. Vediamo quindi i vari metodi per cancellare tatuaggi.

Cover up

Sicuramente il modo più semplice per cancellare un tatuaggio è quello di ricoprirlo con uno nuovo (come cantato ironicamente dagli Elio e le Storie Tese). Il problema è che generalmente il nuovo tatuaggio sarà più grande e richiederà toni più scuri per rendere effettivamente invisibile il vecchio disegno. A volte, infatti, in casi di colorazioni particolarmente cupe si ricorre all’uso del laser per sbiadire i vecchi colori, in modo da rendere più agevole la copertura.

Rimozione dei tatuaggi nel corso degli anni

La rimozione dei tatuaggi è stata tentata con diversi strumenti nel corso della storia.
Mentre un tempo si ritenevano permanenti, ora è possibile rimuoverli (almeno in parte) con trattamenti specifici.

Prima che arrivasse il laser si è tentato con:

  • La dermo-abrasione.
  • L’acido TCA (acido tricloacetico): rimuove gli strati superiori della pelle permettendo di raggiungere quello più profondo in cui si trova l’inchiostro.
  • Abrasione della pelle con l’utilizzo del sale.
  • Criochirurgia ed escissione chirurgica.

Anche il laser ha avuto le sue fasi di evoluzione, inizialmente era utilizzato un laser ad onda continua, poi, nei primi anni del 1990, divenne disponibile il cosiddetto laser Q-switch che consente la rimozione non invasiva dei pigmenti colorati (in particolar modo quelli più scuri).

La tecnologia Lasercancellare tatuaggi

Con il laser si ottiene essenzialmente l’accelerazione del processo naturale di dissolvenza dei pigmenti. Tutti i tatuaggi, con il passare del tempo e con l’esposizione al sole tendono a sbiadirsi; non sono infatti infrequenti i lavori di ripasso delle linee e dei colori, per chi vuole mantenere il proprio tatuaggio in perfetto stato. Il laser deve emettere la quantità di energia che combacia perfettamente con lo spettro di assorbimento degli inchiostri per ottenere un risultato efficace. Per questo motivo alcuni colori tipo il giallo, il verde e gli inchiostri fluorescenti sono più difficili da trattare rispetto ai neri o ai blu, perché hanno uno spettro di assorbimento che cade al di fuori dei margini disponibili per i laser attuali.

Il Q-switch è il laser comunemente utilizzato per cancellare tatuaggi e di solito richiede più di una seduta. E’ un procedimento totalmente innocuo per il corpo umano e raramente genera cicatrici. Per lenire il leggero fastidio che provoca l’operazione normalmente viene applicato un anestetico superficiale o si procede al raffreddamento dell’area interessata tramite dei getti d’aria.

Per un approfondimento sulla rimozione tatuaggi con Laser Q-Switch leggi questo articolo.

Come funziona

I tatuaggi sono costituiti da migliaia di particelle di pigmento che restano sospese all’interno del tessuto cutaneo. Il corpo umano è abituato ad espellere la particelle estranee all’organismo, ma quelle degli inchiostri sono troppo grandi per essere rimosse. Il trattamento laser, in sostanza, provoca il riscaldamento di queste particelle che si frammentano in pezzi più piccoli che possono essere facilmente eliminate.

La teoria alla base del processo si chiama fototermolisi selettiva e il suo funzionamento dipende da 4 fattori:

  • Il colore della luce, che deve penetrare a sufficienza per raggiungere il pigmento.
  • Il colore della luce del laser, che deve essere assorbita maggiormente dal pigmento rispetto alla pelle circostante (diversi tipi di tatuaggio richiedono diversi colori laser, ad esempio la luce rossa è fortemente assorbita dai pigmenti dei tatuaggi verdi).
  • La durata dell’impulso laser, che deve essere molto breve (nell’ordine dei nanosecondi); un tempo sufficiente per frammentare le molecole prima che il calore si disperda alla cute circostante (la prolungata esposizione potrebbe provocare ustioni o cicatrici).
  • L’energia dell’impulso che deve essere regolata alla perfezione (un’energia troppo bassa non frammenterà il pigmento).

Quanto dura il trattamento

Per ottenere la completa cancellazione del tatuaggio occorrono numerose sedute, generalmente distanziate da sette settimane tra loro. Un trattamento più frequente aumenta il rischio di effetti indesiderati e non è funzionale ad una migliore riuscita. Abbiamo visto in precedenza come il corpo umano riesca ad espellere le particelle “estranee” e sette settimane è un tempo indicativo perché tale processo avvenga. Il risultato è un tatuaggio che “sbiadisce” col passare dei mesi.

È bene precisare che, comunque, il tempo varia a seconda dei soggetti: il tipo di pelle, la posizione, il colore, la qualità dell’inchiostro, la stratificazione della pelle sono tutte variabili che vano analizzate caso per caso.

Per ottenere il tempo perfetto viene utilizzata la scala Kirby-Desai che assegna dei valori numerici a seconda di parametri citati; a seconda dei punteggi combinati si può stabilire con ottima approssimazione il numero di sedute necessarie per ogni paziente.

Cancellare tatuaggi con il laser è doloroso?

Generalmente si avverte un fastidio, simile all’olio caldo sulla pelle, ma tollerabile nella stragrande maggioranza dei casi. Come già accennato in casi in cui la soglia del dolore è molto bassa si può ricorrere a creme anestetiche locali anche se le creme stesse potrebbero influire negativamente sulla ripartizione di energia del laser.

cancellare tatuaggi laserConsiderazioni post-operatorie

Spesso si osserva uno scolorimento tendente al bianco di tutta la zona interessata dal laser. Molto comuni anche eritemi e arrossamenti localizzati che però svaniscono in 24 ore circa. Successivamente si forma una piccola crosta su tutto il tatuaggio, che guarisce anch’essa completamente nel giro di un paio di settimane. La zona va trattata con una semplice medicazione non occlusiva, senza l’utilizzo di pomate antibiotiche che potrebbero causare reazioni allergiche. L’applicazione della luce stessa è sterile, non necessita quindi di alcun tipo di antibiotico.

Effetti collaterali

Il più comune (presente in circa la metà dei pazienti) è il cambiamento transitorio della normale pigmentazione della pelle. Queste variazioni si risolvono da sole nel giro di 6-12 mesi, ma raramente possono essere permanenti. L’iperpigmentazione è legata al colore della pelle e varia a seconda dei casi, e può essere risolta utilizzando filtri solari ad ampio spettro. Raramente si verificano veri e propri cambiamenti ai tessuti o comparsa di cicatrici permanenti.

Molto importante in questo senso è evitare di rimuovere le croste formate, si aumenterebbe solo la possibilità di comparsa di cicatrici. Come già accennato si possono verificare eritemi che causano pruriti, leggere reazioni allergiche e arrossamenti, ma sono tutte manifestazioni facilmente curabili con prodotti d’uso comune.

In ogni caso è bene scegliere un centro specializzato che utilizza apparecchiature a norma.


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