Le origini del piercing

by: settembre 29, 2014


Le origini del piercing risalgono a migliaia di anni fa.
Come antico stile di ornamento del corpo, le pratiche di piercing sono state parte integrante di numerosi rituali culturali e come manifestazioni di bellezza.
Vediamo nel dettaglio qualche cenno storico di provenienza del piercing nelle diverse culture ed epoche storiche:

Piercing sull’orecchio:

piercing-orecchioProbabilmente il primo posto su cui è stato tentato, proprio per la semplicità e la relativa “poca cura” necessaria per la realizzazione.
La primissima testimonianza è rivelata da una mummia scoperta nel 1991 su un ghiacciaio austriaco: il corpo, che dovrebbe avere circa 5.000 anni, aveva le orecchie trafitte con fori allargati fino a 7-11 mm di diametro.
Anche nella antica arte persiana, scolpiti nelle pareti di Persepolis, si sono ritrovate figure maschili con ornamenti sui lobi delle orecchie.
A Bali e in Indonesia le orecchie venivano trafitte per scopi magici. Molte tribù primitive credevano che i demoni potessero entrare nel corpo attraverso di esse e, il piercing, lo impediva perché il metallo ha il potere di respingere le forze oscure.
I marinai lo usavano più per superstizione, si riteneva infatti che tale pratica potesse migliorare la vista, garantendo maggiore sicurezza in alto mare. Inoltre, se il corpo di un marinaio veniva trovato in mare si sarebbe utilizzato l’orecchio per pagare una degna sepoltura cristiana.
Nella cultura indiana la pratica è ancora ampiamente diffusa come tradizione culturale tra le donne che, come da tradizione, si praticano buchi alle orecchie prima dei 5 ani di età.

Piercing sul naso:

piercing-nasoLe sue origini sono molto più antiche di quello che si pensa: nel libro delle Genesi 24:22 il servo di Abramo viene mandato a cercare una moglie per suo figlio Isacco. Dopo averla trovata le offre un gioiello per adornare il naso. La parola originale ebraica era Shanf che si traduce con “anello al naso”.
Sempre in India, invece, è una pratica diffusissima e i buchi sul naso spesso adornano la narice sinistra delle donne. Questa posizione è associata a credenze medicinali e pratiche ayurvediche legate al benessere femminile e durante il periodo di concepimento dei bambini. Visto che la narice sinistra è legata agli orgnai riproduttivi femminili, un piercing in quella posizione dovrebbe rendere il parto più semplice e meno doloroso.
In occidente i primi piercing sul naso apparvero ai tempi degli hippies che viaggiarono in India alla fine degli anni 60. Da li la pratica del piercing è stata adottata dal movimento punk come simbolo di ribellione verso i valori conservatori.

Piercing septum:

pierrcing-septumDopo il piercing all’orecchio è probabilmente il secondo tra i più comuni tipi di foratura tra i popoli primitivi. Era particolarmente diffuso tra le culture guerriere, proprio per l’aspetto particolarmente “feroce” che induceva.
L’uso di zanne è molto diffuso in nuova Guinea e nelle Solomon Island, così come tra le tribù Asmat.
Era una tradizione molto comune anche nelle popolazioni azteche, maya e incas, che facevano grande uso di decorazioni nasali, sopratutto di giada e oro, i materiali più impiegati per via delle connotazioni religiose.
Molto popolare anche in India, Nepal e Tibet dove in certi casi, il gioiello è talmente grande da impedire a chi lo indossa di nutrirsi senza sollevarlo.
Gli aborigeni australiani erano soliti trafiggersi il setto nasale con l’obiettivo di appiattirsi il naso.

Piercing sulla lingua:

piercing-linguaSono stati utilizzati come rito di passaggio di molte comunità tribali. Era molto comune nelle civiltà Maya e Azteche e serviva ad indicare la propria gerarchia nella scala sociale e per creare uno stato di alterazione di coscienza, nel quale lo sciamano o il sacerdote era in grado di comunicare con gli dei.
Nelle culture del Medio Oriente come quella dei Sufi si praticavano piercing sulla lingua per esemplificare il potere degli stati di trance durante determinati rituali.

piercing-labbroPiercing sul labbro:

La pratica del piercing sulle labbra è stata ampiamente praticata in tutto il mondo, ma, anche in questo caso, è tra le culture tribali che la pratica trova maggiore riconto storico. Solo due tribù al mondo infatti perforavano le labbra inserendovi un anello, quella Dogon del Mali e la Nuba dell’Etiopia. In tutte le altre parti del mondo vengono utilizzati perni di legno, avorio o metallo.
I nativi americani del Pacifico Nord-Occidentale e le popolazioni Inuit del Canada settentrionale e dell’Alaska indossavano labret modellati di avorio di tricheco, conchiglie, ossidiana o legno.
La tribù Makololo del Malawi inserisce delle piastre chiamate Pelele nel labbro superiore: quando l’esploratore africano Jonathan Livingstone chiese al capo il motivo di tale pratica si sentì rispondere: “per la bellezza! Sono le uniche possibilità che hanno le donne, visto che gli uomini hanno l a barba, ma loro no…”.
Per le donne Djinja, un altra tribù africana, una spina di legno delle labbrà viene inserita nei primi anni di età. Con il passare del temo il buco viene allargato fino ad includere una vera e proprio “targa” come segno di possesso del marito.

Piercing ombelico:

piercing-ombelicoNell’antico Egitto venivano ornati solo i sovrani. Sostenevano che questo tipo di ornamento era destinato solo ai “governanti della terra”. La punizione per la violazione di tale credenza era la morte immediata.

Piercing sul capezzolo:

piercing-capezzoloLe prime avvisaglie sono da ricercare a metà del 14° secolo quando molte donne indossavano abiti così scollati da poter vedere quasi metà dei loro seni. La nascente moda introdusse la decorazione del capezzolo con pingenti e rossetti, fino all’immissione di piccoli diamanti sorretti da piccole catene d’oro.
In occidente, alla fine del 1890 la moda dilagò a Parigi: piccoli e costosi gioielli venivano inseriti nei capezzoli con una piccola catenella dedicata fino a trasformarsi nella pratica che tutto il mondo oggi conosce.

Piercing sul prepuzio:

È una pratica antica quanto quella della circoncisione, risalente a prima della storia documentata.

Durante i giochi dell’antica Grecia, ad esempio gli atleti, che gareggiavano nudi, per evitare che il pene si muovesse troppo legavano il prepuzio alla base con un nastro chiamato Kynodesme (dal greco “kuon” – prepuzio e “demos” – banda di fissaggio). Questa pratica temporanea ha probabilmente portato all’introduzione del piercing sul prepuzio per evitare che schiavi e atleti potessero avere erezioni o rapporti sessuali.
gli antichi romani usavano una pratica chiamata infibulazione, nella quale due piercing distinti passavano attraverso il prepuzio. Uno storico romano, Mensius fece notare in uno scritto che l’infibulazione può essere fatta risalire almeno ai tempi dell’assedio di Troia (12° sec a.C.); nell’Odissea infatti si scrive che Agamennone partì per la guerra lasciando la moglie alle cure di Demodecus, visto che egli era in stato infibulante.


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