Storia dei Tatuaggi

by: gennaio 1, 2013


Tattoo StoriaIl Tatuaggio è una delle forme di decorazione del corpo più antiche, per millenni abbinata dalla maggior parte delle culture a riti di passaggio e all’esigenza di rendere noto il proprio status sociale.

La sua nascita, che avvenne contemporaneamente e con modalità differenti in molte parti del mondo, può essere fatta risalire con molta probabilità alle prime civiltà neolitiche, come testimoniano alcuni reperti ritrovati in alcuni paesi europei.

Già presente nell’Antica Roma come strumento punitivo e come fenomeno associato a gruppi marginali, la sua diffusione venne rallentata con la conversione al Cristianesimo, avvenuta durante l’impero di Costantino, nel 325 DC. Inizialmente vennero vietati i tatuaggi sul volto, che essendo stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, doveva essere corrotto il meno possibile. Nel 787 DC Papa Adriano Primo li vietò totalmente come manifestazione di Paganesimo abbinabile a fenomeni di superstizione.
Nei Secoli successivi, in Europa e in Medio Oriente, il tatuaggio rimase un fenomeno legato alle minoranze, ma quasi sempre, per motivi religiosi, in forma non permanente.

Fuori del vecchio continente, altri popoli diedero vita a propri stili e significati di tatuaggio, principalmente in Asia ed Oceania, dove si assistette ad una sua diffusione su larga scala. In Europa il tatuaggio permanente venne reintrodotto successivamente alle esplorazioni oceaniche del XVIII secolo, che fecero conoscere gli usi degli abitanti dell’Oceania.

Tattoo Storia DonnaIl termine, originariamente “tatau”, venne presto abbandonato ed inglesizzato in tattoo.
Alla fine del XIX secolo l’uso di tatuarsi si diffuse fra le classi aristocratiche europee, anche se ancora i tatuaggi venivano considerati segno di personalità delinquente.

Il primo tattoo studio venne aperto a New York nel 1846 dal tedesco Martin Hidelbrandt. Nel 1890 Samuel O’Reilly inventò la macchinetta elettrica ed il tattoo si diffuse sempre più, pur rimanendo pratica legata per lo più a marinai, soldati, galeotti, e prostitute.

Negli ultimi trent’anni si è assistito ad una diffusione del tatuaggio in tutti gli strati sociali e fra le persone più diverse, anche se spesso ancora oggi lo stupore e l’ammirazione si mischiano con costernazione e aberrazione.


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