Tatuaggi aquerellati e effetti pittorici

by: gennaio 26, 2015


Possono gli aghi di un tatuatore diventare come setole di un pennello? Si possono abbattere le barriere tra tatuaggio e dipinto? Può la pelle essere considerata alla stregua di una tela vuota? Andare oltre la comune concezione di tatuaggio è molto importante al giorno d’oggi se si vuole evitare un possibile appiattimento stilistico dovuto all’impennata della domanda. Con queste poche righe, accompagnate da una galleria di immagini, si cercherà di diffondere il messaggio di una necessaria contaminazione tra tatuaggio e tecnica pittorica, specialmente quella ad acquerello.

pennellate e squameNegli ultimi decenni il tatuarsi si è imposto come fenomeno di massa, riuscendo a staccarsi di dosso le diverse etichette infamanti che si era visto imporre nei secoli precedenti e ad accaparrarsi il meritato posto tra le forme d’arte. Questa affermazione del tatuaggio ha coinciso, però, con una sua progressiva perdita di significato simbolico; se un tempo si trovavano tatuati tra le fila di gruppi religiosi (come nel Santuario di Loreto, dove i frati marcatori tatuavano simboli cristiani su mani e polsi), o in bande criminali (spesso tatuati per esaltare una propria caratteristica peculiare o un’abilità), oggi queste pratiche hanno lasciato il posto ad un uso quasi esclusivamente estetico del tatuaggio. Ed è in questo contesto che la bellezza del tattoo – quella legata alla pregevole fattura ed all’attento studio di colori e posizione – deve farsi largo con forza in chi desidera mettere la propria pelle sotto gli aghi e l’inchiostro. In anni come questi, dove si entra agilmente in contatto con migliaia di immagini, è facile trovare qualcosa che ci si voglia far tatuare: dagli immancabili kirituhi (baluardo della perdita di significato simbolico legata alla commercializzazione di un’usanza polinesiana antichissima) al fiore di loto, tatuato ormai su tantissime persone.

toppi_664238186944119_669644390_nTutto questo, si badi, non dev’essere visto come la denigrazione di un decadente e modaiolo passatempo – ne si ha intenzione di stigmatizzare il criterio visivo come discrimine nella scelta di un tattoo – ma, partendo proprio dalla forte valenza estetica, si vuole spingere il futuro tatuato, ed anche i già tatuati, verso il lato artistico della tatuazione. Qui entra in gioco l’acquerello che dà il titolo a questo breve articolo. Grazie alle tecnologie moderne la realizzazione del tatuaggio è sempre più libera da stereotipi e luoghi comuni, e può arrivare così a ispirarsi e imitare le tecniche dell’arte tradizionale.

lion_848906315143971_180655884473067005_nSi è da tempo abituati al realismo fotografico nel tatuaggio, ma ora sempre più persone si avvicinano a stili più astratti e pittorici. Come lo stile acquerellato, che vuole ricreare sulla pelle la leggerezza e i giochi di trasparenza della pittura. Imitando le pennellate, le sovrapposizioni e le sgocciolature di colore si ottengono tatuaggi dagli effetti incredibili e veramente unici: la morbidezza dei colori, i contorni meno definiti, la diluzione del pigmento che dona sfumature sfuggenti e molto altro. Ora si provi ad immaginare un acquerello sulla propria pelle, con le stesse caratteristiche che hanno affascinato pittori come Klee, Morelli, Raimondi, Dűrer e tanti ancora. Un disegno delicato, quasi una voglia sulla pelle, con gli aghi che imitano il tratto del pennello rivelandone la direzione, gli accumuli di colore nell’acqua delle macchie, le tonalità che si sovrappongono per crearne altre. Prestarsi, quasi sentendosi una tela, diventando parte integrante di un’opera d’arte che rimarrà per sempre sul nostro corpo, in qualsiasi evento della vita. Ogni amore, ogni litigio, ogni nuovo amico, ogni nascita, ogni morte saranno accompagnati dal tatuaggio che si è scelto di fare; si scelga dunque con estrema cura l’esecutore e il soggetto senza tralasciare uno sguardo verso l’arte che, oggi più che mai, merita attenzione.

testo: Martino Pederzolli

immagini: Squamificio Tatuaggi

 


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