Tatuaggi nelle Filippine

by: giugno 11, 2014


tatuaggi-filippine-icoI conquistadores spagnoli che sbarcarono nel 1521 soprannominarono le Filippine come “isole dei popoli pesantemente tatuati”.

Quasi 500 anni dopo la tradizione del tatuaggio tribale è quasi estinta.

La reporter Aya Lowe ha incontrato una delle ultime praticanti dell’antica arte, che per più di 8 decenni si è dedicata ad inchiostrare i guerrieri e le donne della tribù Kalinga.

La tecnica utilizzata da Whang-Od è ancora quella tradizionale del “tapping”, ossia mediante martellamento dell’inchiostro attraverso la pelle utilizzando la punta dell’albero del tiglio attaccata ad un bastone di bambù immerso nel carbone bagnato.

I disegni sono semplici, evocano scene della natura e della regione montuosa da cui proviene, e servono come protezione verso gli spiriti ostili.

Il metodo è estremamente lento e molto doloroso e può essere sopportato solo per brevi periodi, tant’è che ci possono volere mesi prima di arrivare al completamento di un tatuaggio.

Purtroppo però, la 94enne Whang-Od potrebbe davvero essere l’ultima tatuatrice della sua specie. La tradizione infatti prevede che le competenze possano essere tramandate solo ad un familiare e lei, dopo aver perso l’amore della sua vita all’età di 25 anni ha deciso di non sposarsi più nè, tantomeno, di avere dei figli.

Fortunatamente, a migliaia di km di distanza, a Los Angeles, un gruppo chiamato Tatak Ng Apat na Alon, (Mark of the Four Waves Tribe), sta lavorando duramente per mantenere in vita la tradizione dei tatuaggi delle Filippine, nella speranza, che non se ne perda mai il ricordo.


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