Trucco Permanente o Semipermanente

by: aprile 22, 2013


trucco permanente semipermanenteDesideri un trucco sempre perfetto da sfoggiare in tutte quelle situazioni “complicate” come bagni al mare o in piscina, sudore, freddo intenso etc? La soluzione la puoi trovare nel trucco permanente e semipermanente.

Sebbene si possa pensare che ci sia una differenza tra le due tipologie, in realtà sono le due facce di una stessa medaglia. La legislazione vigente infatti vieta l’utilizzo di pigmenti indelebili sul viso (normativa del Consiglio europeo ResAp (2003)2 e ResAp (2008)1 e alla direttiva Europea sui prodotti cosmetici 76/768/CEE e successive modifiche).

Il trucco permanente è indicato quando si vuole evidenziare i lineamenti del viso o correggere piccole imperfezioni. I trattamenti più diffusi riguardano le arcate sopracciliari (magari sprovviste di peli che possono essere tatuati artificialmente e quelli eseguiti per rinforzare le labbra e correggere piccole asimmetrie.

Eccoli in elenco:

  • sopracciglia: infoltimento, rimodernamento, correzione asimmetrie, ricostruzione totale o parziale dell’arco sopracciliare
  • eye-liner: contorno occhi superiore e inferiore
  • ciglia: infoltimento e modellazione
  • labbra: contorno netto, sfumato o effetto “volume”

Processo del trucco permanente o semipermanente

dermografo per trucco permanenteIl trucco permanente si esegue con uno strumento chiamato dermografo, che permette l’introduzione di micropigmenti minerali nello strato superficiale della pelle. Il risultato ha una durata variabile a seconda dei soggetti che può essere stimata tra i 2 e i 4 anni. Dato che il ricambio cellulare causa l’attenuazione dei colori spesso si ricorre ad una seduta di mantenimento ( circa ogni anno) per ridare intensità alle forme e brillantezza ai colori.

Le differenze del trucco permanente rispetto al tatuaggio

La dermopigmentazione è “figlia” della parola tatuaggio, ma in realtà il tempo, la tecnologia e le tecniche utilizzate hanno discostato di molto le due lavorazioni. Innanzitutto cambiano le apparecchiature utilizzate, i pigmenti e gli aghi stessi.

I pigmenti devono essere necessariamente bioriassorbibili; subiscono un processo di lavorazione molto complicato e sono sottoposti a numerosi test per garantire la massima durata dei colori e l’assoluta tollerabilità dal punto di vista allergologico. La specializzazione stessa degli operatori varia: chi opera nel settore della micropigmentazione si trova convolto anche in ambito della medicina estetica e in campo paramedicale, fornendo un supporto anche agli interventi di chirurgia estetica, come perfezionamento finale dell’intervento.

A differenza dei tatuaggi, inoltre, il trattamento è completamente indolore.


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