Scarification: da antica arte a tatuaggio moderno

by: novembre 8, 2014


scarificazione
Gli uomini Maori della Nuova Zelanda hanno da sempre portato avanti con orgoglio l’arte della scarificazione. Non a caso, la parola tatuaggio deriva dalla parola polinesiana “tatau“, che significa “marcare“.

I profondi solchi, impressi su tutto il volto venivano cesellati creando creste e solchi paralleli, utilizzando la stessa tecnica che si utilizzerebbe per intagliare il legno. Questo processo, lungo e doloroso, donava agli uomini un aspetto feroce in battaglia e li rendeva attraenti per le donne.

Anche nel resto del mondo i popoli hanno utilizzato il proprio corpo per esprimere la propria identità culturale e il carattere della comunità, come rito di passaggio, come amuleto permanente o come strumento per connettersi con le divinità.

Nel suo libro sulla mitologia primitiva “Le Maschere di Dio“, Joseph Campbell denuncia come gli antichi rituali di tatuaggio e scarificazione siano profondamente dolorosi; i rituali di trasformazione iniziano dalla prima infanzia per proseguire fino all’età adulta, seguendo riti profondamente sacri.

“Un tatuaggio è doloroso e sanguinoso” ha invece dichiarato Vince Hemingson, uno scrittore e regista che ha studiato attentamente le pratiche di modificazione corporea di tutto il mondo. “In quasi tutte le culture cacciatrici/tribali lo spargimento di sangue evoca gli spiriti del bene e del male.”

Oggi, oltre alle cicatrici da taglio, l’arte della scarificazione sta guadagnando sempre più popolarità.


Body Modification

Tecnica scarificazioneLa scarificazione fa parte di un movimento più ampio che comprende tutte le tecniche di modificazione corporea. Emerso a San Fancisco nel 1980 è stato inizialmente abbracciato dalle sotto culture gay e lesbo, come dichiarato da Victoria Pitts, professore di sociologia della City University di New York.

Nei primi anni 90, un movimento neotribal chiamato “Modern Primitive“, iniziò ad usare la scarificazione. Lo scopo era quello di far rivivere gli antichi rituali, appartenenti alle tribù indigene di tutto il mondo che garantivano un’esperienza più autentica e spirituale del proprio corpo.

Per alcuni, questo tipo di modificazione corporale invia il messaggio di rigetto della società moderna, messaggio che si è propagato a macchia d’olio diffondendosi in tutto il mondo.


Iniziazione, Status e Bellezza

In una regione della Papua Nuova Guinea chiamata Sepik la scarificazione è un rito di iniziazione per i giovani. Gli indigeni ritengono che siano stati i coccodrilli a creare gli esseri umani.

Per questo motivo il torace, la schiena e i glutei vengono incisi con una scheggia di bambù così da mettere alla prova la forza e l’autodisciplina della persona. Le cicatrici risultanti rappresentano i segni di denti del coccodrillo che “inghiotte” l’iniziato durante la cerimonia.

In Australia la scarificazione è stata praticata abbondantemente tra i popoli aborigeni, ma ora è limitata solamente nelle zone dell’Arnhem Land e in qualche zona a nord del paese. All’età di 16 anni i tagli vengono praticati sul petto, sulle spalle e sulla pancia, sia degli uomini che delle donne. Senza queste cicatrici l’individuo non è tradizionalmente autorizzato ad alcuna pratica commerciale, né a cantare canzoni cerimoniali, né a partecipare ad altre attività tribali.

In Etiopia, gli uomini della tribù Karo usano la scarificazione sul proprio petto, per rappresentare i nemici uccisi di altre tribù, mentre le donne, diventano più sensuali e attraenti se hanno il petto ornato da cicatrici nella quasi totalità.

Ecco una galleria di scarificazioni tribali:


Tecniche di scarificazione

ScarificationLa pratica di scarificazione può essere molto pericolosa, per cui è opportuno che siano solo esperti professionisti a praticarla.

Esistono diverse tecniche per praticarla, tutte accumunate dal risultato, che deve lasciare una cicatrice permanente sul corpo (scar = cicatrice). Le cicatrici risulteranno in rilievo e daranno vita al disegno desiderato.

Vediamole nel dettaglio:

Branding (tatuaggio a fuoco)

Vengono riscaldati degli oggetti di varie forme e dimensioni, generalmente di acciaio o ceramica che vengono poi applicati sulla pelle. Per realizzare un disegno occorrono in genere più sedute ma, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non è molto doloroso; l’oggetto a contatto con la pelle brucia anche le terminazioni nervose per cui la sensazione di bruciore dura molto poco. Il risultato di tale pratica è una cicatrice “bruciata” e quindi più scura rispetto alla pelle originale.

Ice Kiss

Così come con il fuoco, anche oggetti raffreddati a bassissime temperature (generalmente viene usato azoto liquido) provocano bruciature e gli effetti sono pressoché gli stessi del Branding. Come per la precedente tecnica non è molto dolorosa, ma richiede un tempo di guarigione molto lungo, perché la ferita tende ad irritarsi facilmente.

Cutting

Per questa tecnica vengono utilizzati strumenti molto affilati come i bisturi chirurgici. Viene praticata una incisione superficiale di un paio di millimetri, in modo da avere il pieno controllo sulla geometria del disegno. Il risultato è una sottile cicatrice in rilievo sulla pelle, che si può anche accentuare andando a provocare ulteriori tagli sui bordi massaggiandoli con dell’inchiostro per tatuaggi.

Scarificazione

Vengono praticate delle incisioni molto profonde e poi vengono esposte ad agenti irritanti come carbone o aceto.
Visto che è la più antica tra le tecniche possono essere utilizzati praticamente tutti gli strumenti taglienti, dai moderni coltelli alle più primitive conchiglie o pietre affilate.

Ecco una galleria di scarificazione “moderna”:


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