Tatuaggi Giapponesi Irezumi

by: aprile 3, 2013


tattoo irezumiTatuaggi Giapponesi: la storia.

I Tatuaggi giapponesi, utilizzati per scopi spirituali e decorativi, si pensa risalgano addirittura al periodo paleolitico, o Jōmon (circa 10.000 aC). Nel periodo successivo denominato Yayoi (c. 300 aC-300 dC), i disegni realizzati assumevano sia un significato spirituale, che come indicazione di status symbol.

A partire dal periodo Kofun (300-600 dC) invece, il tatuaggio ha cominciato ad assumere una connotazione negativa; cominciarono infatti ad essere visibili solo sui criminali, come una sorta di simbolo identificativo.

Fino al periodo Edo (1600-1868 dC), il ruolo dei tatuaggi nella società giapponese non è mai stato del tutto “connotato”. Il marchio sulla pelle veniva ancora utilizzato come punizione, ma una corrente filosofica inizia a prendere piede lentamente e, contemporaneamente, iniziano a comparire tatuaggi al solo scopo decorativo.

E’ proprio nel periodo Edo, che il tatuaggio decorativo giapponese comincia a svilupparsi nella forma d’arte che conosciamo oggi.

L’impulso per lo sviluppo della nuova filosofia è arrivato con il perfezionamento della stampa xilografia.

L’uscita del romanzo Suikoden, una storia di ribellione e coraggio illustrata con sontuose xilografie che mostrano uomini decorati con draghi, creature mitologiche, fiori, tigri feroci e immagini religiose ha provocato un incremento della domanda di tatuaggi simili alle illustrazioni del popolarissimo romanzo.

tatuaggi giapponesiFurono i decoratori del legno a cimentarsi per primi nella professione del tatutore.

Utilizzavano infatti molti degli strumenti necessari alla lavorazione del legno per decorare i corpi umani. Possedevano un unico tipo di inchiostro, il Nara Nara nero, l’inchiostro che notoriamente assume una colorazione blu-verde una volta iniettato sottopelle.

All’inizio del periodo Meiji, il governo giapponese, che voleva tutelare la propria immagine e fare buona impressione sull’Occidente, vietò categoricamente l’utilizzo di tatuaggi e gli irezumi assunsero connotazioni legate esclusivamente al mondo della criminalità. Tuttavia, l’antica arte non si arrestò mai e continuò a proliferare ai margini della società.

Il tatuaggio è stato finalmente legalizzato e liberalizzato dalle forze di occupazione nel 1948, pur mantenendo la sua connotazione legata alla criminalità.

I tatuaggi tradizionali giapponesi vengono associati con la yakuza, la tristemente nota mafia giapponese, e molti esercizi pubblici in Giappone vietano l’ingresso a persone tatuate.

Gli Irezumi ai giorni nostri


Anche se, a causa dell’influenza occidentale, i tatuaggi hanno guadagnato popolarità tra i giovani, c’è ancora molta diffidenza nei loro confronti. A differenza di altre culture, anche il solo trovare un negozio di tatuaggi può risultare molto complicato. Gli studi sono prevalentemente collocati in zone limitrofe, spesso vicini a strutture militari straniere.

Oggi, il tatuaggio continua a non essere visto di buon occhio. Persistono i divieti di esporli in molti luoghi pubblici come bagni e sorgenti termali. I metodi di realizzazione sono pressocchè identici a quelli che conosciamo in occidente. Vengono realizzati prevalentemente con le macchinette elettriche e, a differenza dei tradizionali irezumi, in cui è lasciata la maggior parte del processo decisionale all’artista, anche in Giappone i clienti possono portare un disegno del tatuaggio desiderato o possono concordare il soggetto direttamente in studio. Solo gli irezumi vengono ancora realizzati con metodi tradizionali, e solo tatuatori specializzati sono autorizzati a cimentarsi nell’antica arte.

 

tatuaggio irezumi japaneseIl processo nella creazione di un tatuaggio Giapponese

Un tatuaggio irezumi richiede un processo molto doloroso, un tempo di lavorazione molto lungo e generalmente un’ingente quantità di denaro. Per dare un’idea possiamo dire che un tipico tatuaggio che copra braccia, schiena, parte superiore delle gambe e del torace, può richiedere da uno a cinque anni, con una seduta ogni settimana, e il suo costo può superare abbondantemente i 25.000 euro. Il soggetto è accuratamente discusso tra il professionista e il cliente, l’artista propone la sua idea e si riserva sempre il diritto di non accettare il lavoro. Se si trova un accordo cominciano i lavori con la definizione dei contorni, generalmente vengono fatti a mano libera, senza l’utilizzo di stencil. Quando il contorno è completato si passa al disegno delle ombre e della colorazione, in visite settimanali. Al termine dei lavori l’artista pone la sua firma, generalmente sul retro, in uno spazio appositamente riservato.

Qui potete trovare le gallery per i tatuaggi giapponesi su Tuttotattoo.

 

Ecco un glossario dei termini dei tatuaggi giapponesi

Irezumi: tattoo

Horimono (letteralmente scultura, incisione): tatuaggio.

Horishi: un artista tatuatore.

Bokukei: punizione (tatuaggio utilizzato come marchiatura).

Tebori: tecnica del tatuaggio a mano.

Hanebori (letteralmente scolpire con una piuma): una tecnica manuale che utilizza un movimento simile al movimento delle piume.

Tsuki-bori: tecnica manuale che utilizza un movimento a pressione.

Kakushibori: tatuaggio realizzato in zone “nascoste” del corpo.

Kebori: tatuaggio realizzato con linee sottili.

Sujibori: la sagoma del tatuaggio.

Shakki: gli aghi.

Irebokuro: ire o ireru, significa inserire e bokuro o hokuro, una macchia di bellezza

Yobori: “Yo”: Il termine comune per il tatuaggio fatto con la macchina elettrica.

Sumi: L’inchiostro usato per tatuaggio.

Hikae: indica un tatuaggio eseguito sul torace

Nagasode: tatuaggio sul braccio o polso

Shichibu: tatuaggio sull’avambraccio

Gobu: tatuaggio realizzato al di sopra del gomito


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