I tatuaggi per la religione cristiana

by: agosto 1, 2013


Innanzitutto stabiliamo che i tatuaggi non sono una pratica contemporanea.

Sono state ritrovate mummie in Sudamerica e sopratutto in Egitto, risalenti a centinaia di anni prima di Cristo, che portavano effigi di dei. Il ricercatore Steve Gilbert sostiene che “il primo tatuaggio conosciuto che raffiguri un soggetto anziché un motivo astratto rappresenta il dio Bes. Nella mitologia egizia Bes è il dio lascivo della baldoria”.

Anche la Bibbia parla dei tatuaggi: nel libro del Levitico 19:28 si cita testualmente: “Non vi farete incisioni nella carne, né vi farete tatuaggi addosso, io sono il Signore.

Secondo le scritture i tatuaggi hanno una radice che sconfina persino nella stregoneria; nel Deuteronomio 14:1 si legge: “Voi siete i figli di Dio; non vi farete tagli addosso né vi raderete la fronte per un morto”.

La frase si riferisce ai riti di stregoneria che si celebravano per portare il lutto o per ricordare un defunto.

Tatuaggio religione cristianaIn maniera più specifica la religione cristiana vieterebbe la pratica dei tatuaggi quando parla del corpo umano come ad un tempio. Nella lettera di S. Paolo ai Corinzi 6, 19:20 si legge: “Non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenente a voi stessi. Poiché foste comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.

Da ciò si evince che, teoricamente, tutti i tatuaggi vanno ad interferire con il disegno del Creatore che non lo aveva concepito così: non essendo “proprietari” del nostro corpo non dovremmo “deturparlo”, ma utilizzarlo per la glorificazione di Dio.

Un ultimo pensiero va rivolto al libro dell’Apocalisse, che contiene una profezia secondo la quale alla fine dei giorni dovremo accettare il numero della bestia, una sorta di “tatuaggio globale” per “marchiare” l’umanità intera… e quale miglior modo se non un bel tatuaggio?

 


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